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Fondazione Fioroni

Via Matteotti, 39 – 37045 Legnago (Verona)
Tel. e Fax 0442.20052
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[w] www.fondazione-fioroni.it

Presidente: Luciana Baratella - Direttore: Andrea Ferrarese
Orario di apertura della Fondazione: 9.30-13.00; 15.30-18.00 dal lunedì al venerdì.
Orario di apertura del Museo: ogni domenica 15.00-18.00 (e su appuntamento).



Sorta nel 1958 dall’aggregazione del museo e delle collezioni private di Maria Fioroni, la Fondazione costituisce da un cinquantennio il più importante polo culturale della pianura veronese; accanto alla casa-museo che raccoglie una delle più importanti collezioni venete di ceramica rinascimentale, di armi bianche e di rarissimi cimeli risorgimentali, il museo archeologico e gli archivi costituiscono il nucleo principale delle attività di ricerca della Fondazione.


Patrimonio archivistico

La formazione dell’Archivio della Fondazione Fioroni si lega strettamente alla attività archeologica di Maria Fioroni, svolta con intensità in un arco di oltre quarant’anni (1930-1970). I primi aggregati documentari dell’Archivio sono quindi riferibili alla ingente e nella maggior parte dei casi inedita documentazione di scavo (taccuini, relazioni, rilievi planimetrici, documentazione fotografica, corrispondenza con gli uffici regionali e provinciali delle Soprintendenze) relativa alle sistematiche campagne eseguite dalla Fioroni nel comprensorio delle Valli Grandi Veronesi. Tale documentazione, per le sue peculiari caratteristiche (materiale di scavo inedito), costituisce uno strumento imprescindibile e fino ad oggi assai poco sfruttato per la conoscenza del territorio e degli approcci archeologici (in alcuni casi pionieristici) nella pianura veronese. A margine di tali fondi, va poi collocata una serie di materiali – sempre riferibili a ricerche archeologiche nel comprensorio a cui sopra si è fatto cenno – confluiti a partire dal secondo dopoguerra come lasciti privati; in particolare spicca il ricco e documentato archivio scientifico dell’archeologo Alessio De Bon (scavi a Torretta di Legnago e Villa Bartolomea e studi in buona parte inediti di topografia romana di area veneta) e di Francesco Zorzi (scavi a Castello del Tartaro di Cerea).
Con gli anni ’50 del Novecento e con l’idea sempre più definita di dare vita ad un museo (da cui poi prenderà le mosse l’attuale Fondazione), Maria Fioroni iniziò a definire con più attenzione alcuni degli ambiti di ricerca che, oltre a costituire l’impianto della prima struttura museale a cui l’attuale palazzo Accordi venne adibito, costituirono anche negli anni e nei decenni successivi la ‘vocazione’ del museo stesso, delle sue raccolte materiali e documentarie. La storia di Legnago in particolare (con una spiccata predilezione per il periodo risorgimentale) costituisce quindi la seconda e ben più ampia serie archivistica della Fondazione. In ragione della peculiare eterogeneità (cronologica e tipologica in primis) di questa documentazione, in sede di ricognizione provvisoria si è preferito operare una prima suddivisione di massima dei fondi che ne costituiscono l’ossatura, anche se questa non appare ben evidente, soprattutto in ragione della confluenza diversificata dei materiali (archivi privati, acquisti effettuati da Maria Fioroni, provenienze non determinabili).
I fondi di riferimento per la serie legata alla ‘storia di Legnago’ – ma l’area geografica interessata dalla documentazione riguarda per consistenza e per mole tutta la pianura veronese – sono costituiti in primo luogo da materiali archivistici riferibili alla storia della fortezza e del suo territorio in epoca veneta: in particolare si segnalano l’imponente archivio del Consorzio di bonifica Valli Grandi Veronesi (secc. XIX-XX), del Consorzio di bonifica Nichesola (secc. XVI-XVIII) e del Consorzio di bonifica del Fiume Menago (secc. XVII-XVIII), una nutrita serie di processi a stampa in materia di acque legnaghesi (secc. XVII-XVIII), svariate filze e registri archivistici di materiali complementari alle serie presenti nell’Archivio del Comune di Legnago, inerenti ad esempio alle alienazioni napoleoniche dell’immenso latifondo comunale (sec. XVIII) o ad aspetti amministrativi e fiscali della fortezza (secc. XVII-XVIII). A questi fondi va poi aggiunta una serie cartografica che conta nel complesso alcune decine di mappe originali del territorio legnaghese (sec. XVI-XVIII) e una raccolta di riproduzioni a stampa pressoché completa della cartografia di età veneziana, condotta attraverso spogli sistematici presso gli Archivi di Stato di Venezia, Verona, Ferrara e Rovigo.
In relazione alla ‘storia di Legnago’, come accennato, il fondo risorgimentale rappresenta indubbiamente la sezione dell’Archivio della Fondazione che più di tutte risente della passione e delle cure di Maria Fioroni. Unitamente alla ricerca archeologica, oplologica e ceramistica – entrambi questi due ultimi settori sono rappresentati specifici da fondi di riferimento costituiti da relazioni di scavo, scritti inediti e corrispondenza – la storia del Risorgimento costituì per decenni il fulcro degli studi della Fioroni. La mole dei materiali raccolti, l’unicità delle serie – dalle stampe, alle medaglie, dagli autografi alle raccolte integrali della stampa periodica ‘minore’ di ispirazione mazziniana – denota l’amplissimo raggio dei contatti e gli sforzi per il recupero e la salvaguardia di materiali – cito en passant le divise originali dei garibaldini legnaghesi, le loro corrispondenze, i loro diari, ma anche lo straordinario fondo fotografico e documentario relativo alla rotta dell’Adige del 1882 – che altrimenti sarebbero andati dispersi. Spiccano nel fondo risorgimentale, oltre ai fondi dedicati ai martiri di Belfiore, gli autografi in buona parte inediti di Aleardo Aleardi (pervenuti attraverso il lasciti di G. Scolari), l’archivio di G.B. Giudici (ricco di oltre un centinaio di lettere autografe di M. Minghetti), diverse serie di autografi tra i quali sono presenti lettere di G. Garibaldi, N. Colajanni, E. Bonomi, G. Zanardelli, P. Mantegazza, G.B. Cavalcaselle, A. Cairoli, G. Nicotera, F. Fregoso, A. Pallavicino Trivulzio.
Particolare pregio per l’Archivio della Fondazione riveste infine la raccolta salieriana, ricca di partiture autografe e di pregevoli opere a stampa (sec. XVIII-XIX) del celebre musicista legnaghese.

Fondi istituzionali:
• Archivio della Fondazione Fioroni

Fondi di enti e persone (elenco parziale e provvisorio):
• Archivio del Consorzio di Bonifica Grandi Valli Veronesi (secc. XIX-XX)
• Archivio storico del Comune di Legnago (secc. XVI-XIX)
• Fondo Maria Fioroni
• Fondo Cirillo Boscagin
• Fondo Giuseppe Garibaldi
• Fondo Giovanni Battista Giudici
• Fondo Antonio Salieri
• Fondo Giusepppe Trecca

 
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