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Home Lavori conclusi Carte delle identità

Obiettivo culturale del progetto elaborato nel triennio 2002-2005 è stato quello di fare emergere tasselli della storia d'Italia da carte e testimonianze ancora poco lette, studiate e meno ancora percepite come patrimonio di un ampio sentire comune che vada oltre la comunità degli storici. Le identità che le carte contribuiscono a trasmettere formano nella loro diversità una trama di rapporti e di rinvii che gli storici coinvolti nel progetto hanno il compito di rendere visibile: un contributo alla storia del Paese a partire dai miti fondativi dello Stato unitario visto attraverso le carte di figure cardine del Novecento. Nel progetto tuttavia la visione complessiva che scaturisce dalla storia dello Stato unitario si è strettamente intrecciato ad un costante interesse per il territorio, ovvero al ambientale, culturale e sociale di cui figure e momenti sono espressione. Da questa geografia culturale è scaturita la scelta, difficile organizzativamente ma essenziale sul piano strategico, di articolare le iniziative in diverse sedi al Nord, al Centro e nel Mezzogiorno.

Sotteso all'obiettivo di natura storico-culturale vi era inoltre la necessità di proporre con efficacia all'opinione pubblica la conoscenza delle testimonianze della cultura scritta ed iconografica racchiuse nelle istituzioni culturali, legandole concretamente a figure e momenti della storia nazionale. Senza una incisiva azione di valorizzazione che lo renda visibile, questo patrimonio culturale rischia di passare inosservato rispetto alla forza comunicativa del patrimonio artistico monumentale che attira gran parte delle risorse dedicate alla cultura.

Gli archivi storici
Gli archivi storici sono parte sostanziale del disegno. Come risorsa tradizionalmente dedicata ad un ristretto pubblico di studiosi, sono rimasti relativamente al riparo dai cambiamenti che investono le modalità di trasmissione dei contenuti e della memoria. E' in atto ormai da tempo una progressiva apertura alle nuove domande di "informazione" provenienti dalla società, ed un superamento della sostanziale sottovalutazione del ruolo che gli archivi storici possono svolgere nella nuova "economia della conoscenza".

Gli istituti culturali danno un contributo di rilievo in questa direzione. L'archivio sta progressivamente affiancando alla sua funzione tradizionale una concezione più aperta di "strumento della storia e della memoria collettiva" a servizio del cittadino. Si afferma cioè una "nuova" dimensione culturale dell'archivio storico che ne amplia in parte la struttura e le funzioni. Le funzioni proprie della conservazione e quelle della consultazione si integrano con l'attività promozionale e didattica, le iniziative di ricerca e di valorizzazione dei documenti, i servizi per la cittadinanza (dalla pubblica amministrazione alle imprese, dalla scuola all'università).

Gli istituti culturali promotori dell'iniziativa hanno proposto un modello di archivio che si faccia protagonista della convergenza con le altre istituzioni della memoria, che istituisca un rapporto virtuoso e dinamico con il territorio, che pensi e attui la nuova organizzazione dei saperi in ambiente digitale, che promuova una politica della formazione e dell'aggiornamento professionale.

Il progetto
I nuclei tematici su cui è stato possibile lavorare sono stati:

- LA NAZIONE
Processo di formazione: il Risorgimento
La sua ricostruzione: il secondo dopoguerra

Per il primo dei due temi sono stati impegnati in particolare il Museo storico in Trento, che conserva l'archivio della famiglia Battisti e documentazione miscellanea sulla partecipazione dei trentini alle lotte risorgimentali e sul movimento irredentista, e il Museo nazionale del Risorgimento di Torino, presso cui si trovano le carte di protagonisti dei movimenti che si battevano per l'unità e l'indipendenza dell'Italia. E' superfluo dire che si tratta di due città che hanno avuto un posto particolare nel processo di formazione della nazione italiana, che gli archivi dei due istituti ben documentano.

Per il secondo punto, è interessante la correlazione - e la possibilità di confronto - che si stabilisce tra la documentazione sui primi anni successivi alla seconda guerra mondiale conservati dal Centro Gobetti, dall'Istituto Sturzo, dalla Fondazione Gramsci, dalla Fondazione Basso, dalla Fondazione Franceschini. Pensiamo in particolare alla documentazione relativa al dibattito sulla forma che avrebbe dovuto assumere lo Stato dopo l'esperienza della dittatura e sulle questioni di natura economica che si ponevano in quel periodo con particolare urgenza. Le carte personali e gli archivi conservati presso questi istituti consentono di fornire un originale supporto documentario allo studio della ricostruzione dello Stato italiano dopo la seconda guerra mondiale.

- PARTITI E MOVIMENTI
Le identità e le culture politiche

Alla costruzione di un complesso documentario integrato su questo tema contribuiscono gli archivi storici della Fondazione Gramsci, dell'Istituto Sturzo, della Fondazione Basso, della Fondazione Donat Cattin, del Centro Gobetti, della Fondazione Spirito, dall'Irsifar. La documentazione conservata presso questi istituti copre l'arco dei principali partiti e movimenti che hanno svolto la propria attività nell'Italia del Novecento: essa comprende la parte fondamentale degli archivi dei due principali partiti politici (Democrazia cristiana e Partito comunista italiano), spaccati rilevanti di quelli del Partito socialista italiano, del Partito socialista di unità proletaria, del Partito d'Azione, dei partiti della Sinistra cristiana (in particolare l'archivio del Movimento cristiano-sociale), oltre a documentazione sul Partito nazionale fascista e sulle formazioni monarchiche. Sono ben rappresentate anche le fonti per lo studio dei movimenti, soprattutto quelli sorti negli anni sessanta, tra cui in particolare il movimento delle donne. La documentazione ufficiale è molto bene integrata dalle carte personali.

- IL MEZZOGIORNO
Antropologie e strutture della questione meridionale
(in collaborazione con la Direzione generale dei beni archivistici)

Il nucleo documentario centrale per la trattazione di questo tema è conservato presso l'Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia. Fondata nel 1910, l'Associazione dispone di un ricco archivio storico che, testimoniando l'attività prima umanitaria, poi prevalentemente culturale, svolta dall'Istituzione nell'Italia meridionale, fornisce una documentazione molto utile sui principali nodi della questione meridionale. I fondi personali che si sono successivamente aggregati, come quello di Umberto Zanotti-Bianco, di Manlio Rossi-Doria e di Giustino Fortunato, integrano molto bene e ampliano il campo di interesse dell'archivio storico dell'Associazione, che è dotato anche di un ricco patrimonio di immagini. La presenza negli archivi di molti degli altri istituti aderenti al progetto di carte relative alla questione meridionale consente inoltre la costruzione di un tessuto documentario a più voci, cui attingere per poter avere una visione non parziale di uno dei problemi di più difficile soluzione del nostro Paese.

- LA GUERRA: DALLE GUERRE DI INDIPENDENZA ALLE GUERRE FREDDE
Pratiche e ideologie della guerra

Questo argomento riprende, sotto diversa angolazione, il tema proposto all'inizio del ciclo. Il materiale conservato presso il Museo storico in Trento, il Museo nazionale del Risorgimento italiano, l'Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, il Centro Gobetti, la Fondazione Gramsci, l'Istituto Sturzo, la Fondazione Spirito, la Società geografica italiana fornisce una trama utile per mettere a fuoco l'evoluzione del concetto di guerra nel corso del Novecento. I fondi sul Risorgimento, sul colonialismo, sulla prima guerra mondiale, sull'associazionismo nazionalista e irredentista, sulla guerra di Spagna, sulla seconda guerra mondiale e sulla Resistenza da una parte e le carte e gli archivi personali del periodo della guerra fredda dall'altra costituiscono una documentazione indispensabile per vedere sotto una nuova luce gli aspetti ideologici, politici e sociali dell'evento "guerra" nel nostro Paese.

- DEMOCRAZIA E CITTADINANZA
Vecchie e nuove lotte per i diritti

Presso quasi tutti gli istituti aderenti al progetto è possibile trovare una significativa documentazione su questo fondamentale aspetto della storia del Novecento. I fondi conservati consentono di ricostruire le lotte combattute per il riconoscimento dei principali diritti - individuali, politici e sociali - che compongono la cittadinanza e per l'affermazione di una effettiva pratica democratica nelle relazioni tra cittadini e tra governanti e governati. La diversa appartenenza politica degli uomini e delle donne di cui gli istituti conservano gli archivi e le carte dà la possibilità di avere a disposizione un quadro sufficientemente completo delle posizioni anche conflittuali sostenute nei diversi momenti storici e di cogliere l'accidentato cammino attraverso cui si sono affermati concetti cardine quali appunto democrazia e cittadinanza.

- IL LAVORO
Organizzazione, lotte

Le Fondazioni Basso, Donat Cattin, Gramsci, Spirito, l'Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia e l'Istituto Sturzo sono gli istituti che conservano il materiale documentario più significativo sulle vicende che hanno caratterizzato la questione del lavoro nel Novecento. Ciò non toglie che aspetti particolari possano essere illustrati da carte possedute da altri istituti. Anche in questo caso, la diversa origine politica dei produttori degli archivi (persone ed enti) consente di poter disporre di un quadro sufficientemente completo delle diverse posizioni e di cogliere, al tempo stesso, le motivazioni, non solo ideologiche e politiche, che determinavano battute di arresto, cambiamenti di linea, possibili intese. La presenza negli archivi storici degli istituti di numerosi carteggi è un elemento di grande utilità per una ricostruzione delle tappe più significative della storia del lavoro in Italia, che non tenga conto soltanto della documentazione ufficiale ma possa scendere più in profondità, attraverso l'analisi della rete di rapporti personali, non sempre in linea con le posizioni ufficiali.

- LE SCIENZE
Le identità delle discipline

Quello delle identità delle discipline è un tema a nostro avviso ancora troppo poco indagato dagli storici. Alcuni degli istituti aderenti al progetto come l'Istituto dell'Enciclopedia italiana, l'Istituto italiano di studi storici, l'Istituto nazionale di studi romani, l'Istituto storico italiano per il medioevo, la Società geografica italiana possiedono documentazione di estremo interesse su questo argomento, a partire dal materiale contenuto nei propri archivi storici. Le loro stesse origini e i dibattiti che ne hanno accompagnato l'evoluzione, di cui sono testimonianza i verbali delle assemblee e dei vari consigli, le carte dei loro fondatori e di quegli intellettuali che hanno presso questi istituti lasciato traccia costituiscono una fonte preziosa ed esclusiva per la storia culturale del nostro Paese e, in particolare, per lo studio dei mutamenti degli statuti delle discipline, dei loro ambiti di applicazione e dei rispettivi confini.

- LA CULTURA
L'organizzazione della cultura, l'editoria

Alla storia della cultura italiana del Novecento considerata nel suo complesso, gli archivi conservati presso tutti gli istituti culturali aderenti al progetto offrono un insieme documentario di grande rilievo, a testimonianza del ruolo da essi ricoperto nel panorama culturale italiano. La storia delle idee, della organizzazione della cultura, della editoria trovano in questi archivi significative testimonianze: da progetti di rilievo nazionale come l'organizzazione in volumi del sapere enciclopedico alle edizioni di grandi opere, dalle edizioni critiche di opere di importanti autori italiani all'ideazione e realizzazione di periodici specializzati, di collane tematiche fino alla produzione di materiali concepiti per una larga diffusione e finalizzati a mettere a disposizione di un ampio pubblico strumenti rigorosi ma agili per la comprensione di temi e questioni cruciali della nostra società. Tutto questo è documentato, oltre che dagli archivi prodotti dagli stessi istituti che contengono materiale prezioso sulla formazione e sull'evolversi della cultura italiana novecentesca, dalle carte depositate da intellettuali e organizzatori di cultura, i cui carteggi costituiscono uno strumento indispensabile per capire, ad esempio, come si è modificato nel tempo il rapporto tra intellettuali e potere e quello tra intellettuali e politica, per avere una visione corretta dell'apporto dato alla crescita culturale del nostro Paese dalla cultura laica e da quella cattolica e per ricostruire anche i rapporti che le due culture hanno avuto tra loro nei diversi momenti storici.

- IL TERRITORIO
Identità territoriali e problemi dello sviluppo

L'ultimo tema cui abbiamo dedicato il nostro progetto volto ad approfondire i momenti e le questioni più rilevanti della nostra storia è anch'esso presente negli archivi di tutti i nostri istituti: basta aver presente la loro dislocazione territoriale (Piemonte, Trentino, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania) per capire come, pur trattandosi di istituzioni di carattere nazionale, i loro archivi sono ricchi di materiale utile per lo studio delle identità territoriali. In questi archivi sono rintracciabili filoni non secondari di storia locale così come, attraverso la ricostruzione delle vicende che hanno portato alla nascita stessa degli istituti, si può disporre di testimonianze originali sul rapporto tra cultura e territorio, sulla evoluzione delle diverse identità territoriali e sulle reciproche interazioni, nonché sulle questioni legate alle tappe del loro sviluppo.

Naturalmente, alcuni degli istituti possono offrire agli studiosi una documentazione più specifica: pensiamo in particolare alla Società geografica italiana, all'Associazione nazionale per gli interessi del mezzogiorno d'Italia, all'Istituto nazionale di studi romani. La prima, oltre al proprio archivio storico e ai fondi di molti collaboratori, dispone di una imponente cartoteca che comprende anche la cartografia ufficiale dello Stato italiano; la secondapossiede una ricca documentazione, anche iconografica, su quella parte d'Italia dove i problemi dello sviluppo hanno una particolare rilevanza; del terzo Istituto, ai fini dello studio di questo tema, è di grande rilevanza il patrimonio iconografico.

 
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